BOLLA IMMOBILIARE, BOLLA DERIVATI E RISCHIO RECESSIONE USA

per discutere,analizzare e commentare tutto ciò che riguarda il mondo dell'economia.

Moderatore: Moderatori Economia & Co.

LE ULTIME PAROLE FAMOSE DI IERI E OGGI

Messaggioda alessandro.cavotta » mar 18 set 2007 15:29

IlSole24ore.com ha scritto: 17 settembre 2007
Mutui subprime vs Crisi del '29. Le ultime parole famose di ieri e di oggi

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLi ... a=apertura


IlSole24ore.com ha scritto: 17 settembre 2007
Northern Rock, nuovo crollo. Sono dolori anche per Gordon Brown

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLi ... iew=Libero


IlSole24ore.com ha scritto: 17 settembre 2007
Citigroup abbassa il rating a nove banche europee

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLi ... a=apertura


Corriere.it ha scritto: La crisi dei mutui affossa la Northern Rock

La Banca d'Inghilterra presta liquidità, l'istituto sarà ceduto
Gran Bretagna: i correntisti assediano gli sportelli della banca per ritirare i loro soldi. I vertici: «Risparmi al sicuro». Ma il titolo crolla

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Econ ... utui.shtml


Repubblica.it ha scritto: Northern Rock, clienti ancora nel panico Il governo: "Pronti a tutte le opzioni"

File anche oggi dall'alba agli sportelli dell'importante istituto finanziario, che in Borsa perde il 40%
Il ministro Darling pronto a intervenire, ma rassicura: "Banca solvibile, economia sana"
L'ad della istituto di credito: "Il vostro danaro con noi è al sicuro, ma avete il diritto di ritirarlo"
Ma l'agenzia Fitch ha comunicato il declassamento del rating a lungo termine, da 'A' a 'A-'

http://www.repubblica.it/2007/09/sezion ... 17set.html
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IL BACO DELLA FINANZA: LA CORSA AGLI SPORTELLI

Messaggioda alessandro.cavotta » mar 18 set 2007 15:31

Lavoce.info ha scritto: 17-09-2007
Mary Poppins e la fiducia nelle banche

http://www.lavoce.info/news/view.php?id ... from=index


IlSole24ore.com ha scritto: 18 settembre 2007
La paura di Mary Poppins

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLi ... iew=Libero


Richiedere indietro alla propria banca il nostro denaro: è un gesto così semplice, così innocuo, che tutti hanno il diritto di compiere.

E allora come mai tale gesto si può trasformare in una crisi spaventosa da far crollare tutto il sistema economico e finanziario di una nazionale e, se si propaga all'estero, di tutto il globo?

Che il mondo finanziario sia così fragile? Un gigante dai piedi d'argilla?

Vi siete mai chiesti su che cosa si basa il mondo bancario ?

La risposta è tanto semplice quanto inquietante: sulla fiducia e sull'ignoranza bancario-finanziaria della popolazione.

Ma attenzione: non si tratta tanto di una fiducia generale in un futuro migliore individuale o collettivo.
Si tratta bensì di una fiducia particolare e reciproca: fiducia che si basa da un lato sul fatto che la popolazione si fidi che i propri risparmi siano "depositati" in buone mani; e soprattutto dall'altro lato (quello dei banchieri) sul fatto che la popolazione ignorando i meccanismi bancario-finanziari, non si presenti contemporaneamente allo sportello per ritirarli.
Perchè se ciò accadesse, se tutti i correntisti si presentassero contemporaneamente a riprendersi il proprio denaro, si scoprirebbe magicamente che il "re è nudo", come accade in una scena del film di Mary Poppins, quando un bambino, uno dei due piccoli protagonisti, gridando nei corridoi di una grande banca di rivolere il suo denaro, provoca immediatamente il panico fra i presenti, che si accalcano agli sportelli chiedendo la restituzione dei propri depositi.
Certo che in momenti di crisi questo meccanismo è più vulnerabile ad essere scoperto in quando la crisi stessa fa da detonatore, ma ciò può accadere in qualsiasi momento: sia in periodi di crescita economica sia in periodi di crisi economica; basta che qualcuno, non ancora ceco e assuefatto dalla realtà come un bambino, smacheri il sistema e renda noto agli altri che "il re è nudo".

E ciò vale a maggior ragiore in questi giorni: infatti se le banche non si fidano fra di loro, perchè i correntisti e risparmiatori si dovrebbero fidare delle banche ?

Vi siete mai chiesti su che cosa si basa la moneta e come viene creata ?
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ATTESA PER LE MOSSE DELLA FED

Messaggioda alessandro.cavotta » mar 18 set 2007 15:32

IlSole24ore.com ha scritto: 18 settembre 2007
Tokyo in forte calo. Oggi la Fed potrebbe abbassare i tassi

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLi ... a=apertura


Corriere.it ha scritto: La BoE interviene, le Borse ripartono

E intanto i mutui tornano a spaventare le Borse: Asia in rosso
Tokyo chiude in forte calo: Nikkei -2,02%.
Grande attesa sui mercati per le decisioni della Fed, che oggi potrebbe tagliare i tassi

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Econ ... _Fed.shtml


Repubblica.it ha scritto: Oggi la decisione della Fed sul taglio dei tassi

Pesa il timore di una carenza di disponibilità
Petrolio, ancora un record costa 81,24 dollari al barile

http://www.repubblica.it/2007/09/sezion ... rezzo.html
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LA VERITA' STA TUTTA NEI NUMERI ...

Messaggioda alessandro.cavotta » mer 16 gen 2008 11:43

Dopo l'uscita nelle ultime 2 settimane di alcuni dati macroeconomici americani negativi, ne mancava solo uno per confermare ciò che fino a sei mesi fa era considerata un’eresia, e questo dato è arrivato ieri:

a dicembre 2007 i consumi americani non rallentano, ma addirittura vanno in negativo: -0.4% a dicembre 2007 (su dic 2006).
E’ un dato allarmante considerato che circa il 65% circa del PIL americano è costituito da consumi interni.


Mai come adesso i numeri parlano da soli:

Yahoo Finance! ha scritto:Usa: Ism Manifatturiero, a Dicembre Scende a 47,7 (2)

(ANSA) - ROMA, 2 GEN - Il calo dell'indice Ism manifatturiero sotto quota 50 (soglia di demarcazione tra espansione e contrazione del ciclo) è giunto inaspettato e - spiega l'agenzia Bloomberg - suggerisce che la recessione immobiliare sta contagiando gli altri settori dell'economia.
L'ultima volta che questo indicatore ha segnalato una fase di contrazione risale a gennaio 2007 quando l'indice si posizionò su 49,3.
La flessione a quota 47,7 rappresenta il livello più basso dall'aprile del 2003. Alla luce di questi dati, sembra più probabile che la Federal Reserve deciderà di abbassare ancora il livello dei tassi di interesse per sostenere l'economia.(ANSA).

Yahoo Finance! ha scritto: Usa: Occupati Salgono Sotto Attese; Disoccupazione Balza Al 5%

(AGI) - Washington, 4 gen. - Cresce meno del previsto l'occupazione negli Stati Uniti, a dicembre, mentre il tasso di disoccupazione, a sorpresa, balza al 5%. Lo rende noto il Dipartimento del Lavoro, secondo il quale gli occupati a dicembre sono cresciuti di 18 mila unita', ai minimi da agosto 2003, contro un atteso rialzo di 70 mila unita' e rispetto alle + 115 mila unita' di novembre (dato rivisto dalle iniziali +94 mila unita'). Il tasso di disoccupazione (calcolato su una diversa base statistica) e' passato dal 4,7% di novembre al 5%, il massimo da novembre 2005, contro le attese di un incremento al 4,8%. (AGI).

Yahoo Finance! ha scritto: Usa: Deficit Commerciale Novembre Sale a 63,1 Mld Dlr (2)

(ANSA) - ROMA, 11 GEN - Secondo la Bloomberg l'aumento del deficit commerciale oltre il previsto è dovuto alla spesa record per le importazioni di prodotti petroliferi, che hanno compensato negativamente l'aumento dell'export. La crescita del deficit (+9,3%) registrata a novembre è così risultata essere la più forte degli ultimi due anni.
Le importazioni sono in aumento del 3% a 205,4 miliardi di dollari, a fronte dei prezzi record del petrolio con il prezzo medio del barile a 79,65 dollari nel mese di novembre.
Le esportazioni restano comunque uno dei principali fattori di crescita del prodotto interno statunitense, e continuano a compensare la crisi del comparto immobiliare e il rallentamento dei consumi dovuto alla crescente disoccupazione. L'export è cresciuto a novembre dello 0,4% a 142,3 miliardi di dollari, raggiungendo un record per il nono mese consecutivo. Il deficit commerciale nei confronti della Cina, secondo maggior partner commerciale degli Usa dopo il Canada, è sceso a 24 miliardi di dollari dai 25,9 miliardi del mese precedente. (ANSA).

Yahoo Finance! ha scritto:Usa: Vendite Al Dettaglio, a Dicembre -0,4% (2)

(ANSA) - ROMA, 15 GEN - Il dato delle vendite di dicembre, che segue un incremento dell'1% a novembre (rivisto dal precedente +3,2%), conclude un anno in netto calo, il peggiore dal 2002.
Secondo la Bloomberg i dati corroborano le preoccupazioni del presidente della Fed, Ben Bernanke, per la tenuta del'economia statunitense.
Se l'andamento negativo delle vendite, causato dal declino dei prezzi immobiliari e dalla disoccupazione in rialzo, dovesse durare, si farebbero più concreti i rischi di una recessione negli Usa. (ANSA).
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...: GLI USA SONO GIA' IN RECESSIONE

Messaggioda alessandro.cavotta » mer 16 gen 2008 11:48

Una parola si sta materializzando negli USA, una parola che solo pochi osavano pronunciare apertamente. Una parola che nell’estate del 2007 è diventata un fantasma che aleggiava sui mercati finanziari e in particolare sul mercato valutario e su quello dell’ oro.

Una parola che nel nei primi giorni del 2008 è diventata realtà:

si può dire ufficialmente che gli Stati Uniti d’America sono entrati in recessione a partire da Dicembre 2007.

Scontato quindi che il 30 Gennaio Bernacca taglerà i tassi, probabilmente di 50 punti base.

Yahoo! Finance ha scritto:Usa: Goldman Sachs Prevede Recessione Nel 2008

(AGI) - New York, 9 gen. - Goldman Sachs (NYSE: GS - notizie) prevede che l'economia Usa entrera' in recessione quest'anno e che la Fed tagliera' i tassi al 2,5% entro il terzo trimestre. In una nota fornita ai propri clienti la banca d'affari pronostica un rallentamento dell'1% del pil Usa nel secondo e nel terzo trimestre e stima un aumento soltanto dello 0,8% del pil statunitense a fine anno. Per far fronte alla recessione la Fed sara' costretta a tagliare i tassi dell'1,75%, portando il fed fund dall'attuale 4,25% al 2,50%. Secondo la banca il tasso di disoccupazione salira' nel 2009 dall'attuale 5% al 6,5%.

Yahoo! Finance ha scritto:[Mutui: Merrill Lynch, Recessione Usa e' Gia' Iniziata

(ANSA) - ROMA, 8 GEN - La recessione degli Stati Uniti, la prima degli ultimi 16 anni, non è più un'ipotesi, ma è già iniziata. A dirlo, gelando gli operatori finanziari che si domandano se ci sarà recessione e quanto durerà, è addirittura Merrill Lynch.
Il capo-economista per il Nord America della banca d'investimenti, David Rosenberg, è convinto che il peggioramento del mercato del lavoro, oltre al calo delle vendite al dettaglio, segnalano che il motore economico statunitense, da sempre basato sui consumi, sia appena entrato nel suo primo mese di recessione. "In base alle nostre analisi, questa (la recessione, ndr) non è nemmeno più una previsione ma una realtà", dice Rosenberg, un economista ben noto a Wall Street, il cui quadro per le prospettive economiche statunitensi é peggiore rispetto a quanto ipotizzato da altri istituti e dalla Casa Bianca. Il presidente George Bush, la scorsa settimana, ha tuttavia detto che "non possiamo dare per scontata la crescita", facendo ipotizzare che una recessione - tecnicamente due trimestri di fila con contrazione del prodotto interno lordo - sia nelle cose.
A sostegno della sua analisi Rosenberg cita un bel po' di dati negativi, fra cui i principali indicatori usati dal National Bureau of Economic Research (Nebr) come termometro per lo stato di salute dell'economia: e cioé la disoccupazione (in particolare la gelata sul mercato del lavoro della scorsa settimana con il tasso dei senza lavoro balzato al 5%), i redditi personali reali, la produzione industriale e le vendite al dettaglio. Tutti e quattro gli indici - dice secondo quanto riporta il quotidiano inglese Telegraph - "sembrano aver segnato un picco attorno a novembre e dicembre, suggerendo in maniera convincente che siamo effettivamente entrati nel primo mese di recessione".(ANSA).
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UN CASO EMBLEMATICO

Messaggioda alessandro.cavotta » mer 16 gen 2008 12:03

Soli pochi giorni fa At&t, la più grande compagnia telefonica americana, ha lanciato un allarme sui profitti a causa del fatto che un considerevole numero di famiglie americane suoi clienti è da un po’ che non paga più la bolletta telefonica. Può darsi siano una minoranza ma solo questa notizia può creare qualche dubbio sulla solidità della prima economia mondiale

Il 9 Gennaio scorso Yahoo! Finance ha scritto:Tlc sofferenti nelle Borse europee per allarme AT&T

I titoli delle tlc targate Europa soffrono nei listini del continente. Dalla Francia all'Inghilterra fino all'Italia rimbomba nelle orecchie l'allarme lanciato ieri dal colosso americano AT&T (NYSE: T - notizie) . Da Oltreoceano è infatti arrivata la notizia che le insolvenze nel pagamento delle bollette telefoniche sono cresciute mentre le famiglie hanno ridotto la spesa di connessione a Internet. Dati che insieme allo spettro della recessione Usa hanno spaventato ulteriormente gli investitori. A Wall Street il titolo AT&T ha chiuso la seduta in calo del 5,7%. Un ribasso che si ripercuote nel Vecchio Continete. Telecom Italia (Milano: TIT.MI - notizie) arretra del 2,20% a 2,045 euro, seguito da Fastweb (Milano: FWB.MI - notizie) che scende dell'1,84% a 23,45 euro. Peggio Tiscali che incassa un -2,98%. Non si salvano dal malumore nemmeno i titoli del settore sulle altre piazze europee. A Londra Vodafone arretra del 2,82%, a Francoforte Deutsche Telekom è in ribasso dell'1,10% e infine a Parigi France Telecom scivola dell'1,78%.
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E ADESSO CI SI PUO’ ATTENDERE DI TUTTO

Messaggioda alessandro.cavotta » mer 16 gen 2008 12:09

Dopo la prima fase dello scoppio della bolla immobiliare, che dovrà anora far sentire pienamente ed estesamente i suoi effetti, ci si attende la seconda fase: lo scoppio definitivo della bolla finanziaria e creditizia. Un primo assaggio lo si è visto con il crollo degli strumenti finanziari (derivati, cartolarizzazioni) relativi ai mutui sub-prime; ma potrebbe essere solo l’inizio dei fuochi d’artificio.

Potrebbe infatti succedere che salti in aria l’intero settore creditizio americano: dai mutui prime (prestiti immobiliari ritenuti sicuri) alle carte di credito il rischio di insolvenza comincia a essere persistente. Da lì al tracollo della borsa di Wall Street il passo è breve. Proprio come successe in un anno particolare del ‘900 che è sinonimo di crisi.

Non è un caso che negli ultimi mesi il settore finanziario è a Wall Street (e nelle borse europee) quello che ha avuto le maggiori perdite.

Non è un caso che Citigroup, la maggiore Banca statunitense, è in grosse difficoltà: in appena 6 mesi ha perso più del 50% del suo valore. Ed ora sta cercando soldi freschi dai fondi sovrani arabi per poter sopravvivere.

Non a caso che venerdì scorso a Wall Street American Express, Mastercard e i titoli del lusso abbiamo perso circa il 10%

Yahoo! Finance ha scritto:
Sabato 12 Gennaio 2008, 0:52
Borsa: New York Negativa, Tonfo American Express e Tiffany


(ANSA) - NEW YORK, 12 GEN - Wall Street chiude la seduta di venerdi in territorio negativo, con i timori di frenata dell'economia e di nuove pesanti conseguenze della crisi dei mutui subprime.
Gli indici, che registrano da inizio anno il peggior avvio dal 1982, segnano pesanti perdite: il Dow Jones cede l'1,92% (a 12.606,30 punti), il Nasdaq l'1,95% (a quota 2.439,94), mentre lo Standard & Poor's 500 si attesta a 1.401,03 punti (-1,36%).
Pesano le ulteriori apprensioni sui titoli finanziari, considerato che continuano ad affluire previsioni assai buie circa l'entità di possibili svalutazioni legate alla crisi del subprime. Le notizie societarie negative, venute in particolare da American Express e Tiffany, condizionano negativamente il listino, ieri in rialzo dopo che il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, aveva preannunciato sostanziosi tagli dei tassi d'interesse.
American Express cede il 10,06% (a 44 dollari), dopo aver annunciato fra l'altro che dovrà sostenere oneri per 275 milioni di dollari nel quarto trimestre per coprire le crescenti insolvenze della clientela. Quanto a Tiffany, il colosso del lusso lascia sul terreno l'11,21% (a 35,80 dollari). Le vendite negli Usa fra l' altro hanno segnato una contrazione del 2%, in controtendenza rispetto alle previsioni degli analisti.
Nel comparto delle carte di credito, oltre ad American Express è di nuovo debole Capital One Financial (-0,77% a 42,59 dollari), mentre è in decisa flessione MasterCard (-8,58% a 179,17 dollari).
Sotto pressione continuano a restare più in generale i finanziari, interessati fra l'altro da operazioni di acquisizione già annunciate o possibili, legate al disastro provocato dalla crisi del credito subprime.
Countrywide cede il 18,32% (a 6,33 dollari) dopo che Bank of America (-2,04% a 38,50 dollari) ha raggiunto un accordo per rilevare il colosso dei prestiti immobiliari, per circa quattro miliardi, al di sotto della capitalizzazione di Borsa. In forte rialzo Washington Mutual (+3,74% a 14,69 dollari) sulla scia di indiscrezioni relative a un interesse per la banca regionale da parte di JPMorgan Chase (-1,14% a 40,86 dollari).
Rumor parlano di svalutazioni per circa 15-16 miliardi di dollari da parte di Citigroup (+1,6% a 28,56 dollari) e Merrill Lynch (+5,11% a 54,69 dollari). In ogni caso, si tratta di indiscrezioni che alimentano nuovi timori circa la consistenza del cosiddetto effetto-subprime. Quanto ai tassi, il mercato sconta al 100% un taglio di mezzo punto dei Fed Funds a fine mese, dopo l' intervento di ieri di Bernanke. (ANSA).
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L'ALTRA SPONDA DELL'ATLANTICO SARA' LONTANA QUANTO BASTA?

Messaggioda alessandro.cavotta » mer 16 gen 2008 12:18

In Europa la situazione è leggermente diversa, anche se il risucchio della crisi USA porterà un abbassamento del PIL, o nella peggiore delle ipotesi ad stagnazione generale: ma non è escluso che qualche paese europeo vada in recessione.

La Bce avrà un compito duro: mantenere fede al suo statuto (inflation targeting: farsi paladina contro il mostro dell’inflazione) e quindi aumentare i tassi per portare l’inflazione verso la zona obiettivo del 2% rispetto al 3,1% attuale o avere una politica monetaria particolarmente accomodante, abbassando i tassi di interesse e in questo modo sorreggendo la crescita.
A giudicare dal tasso di cambio dollari/euro nelle prossime riunioni o lascerà invariati i tassi o li aumenterà di 0.25%.

Ieri in Germania sono usciti dati sicuramente non buoni, soprattutto per quanto riguarda i consumi, anche qui negativi (-0.3%)

Per la situazione economica italiana a mio parere bisogna stare attenti allo spread fra i tassi delle obbligazioni tedesche (Bund) e quelli delle obbligazioni italiane (BTP): più aumenta e maggiore è il rischio-paese attribuito all'Italia. A oggi siamo a uno spread di 0.30%, che non è poco

Yahoo! Finance ha scritto:Martedì 15 Gennaio 2008, 11:29
Germania: Zew, principale rischio per economia è recessione Usa

La recessione statunitense, che secondo alcune case d'affari avrebbe già preso il via, comincia a sortire i suoi effetti tangibili anche in Europa. A renderlo evidente questa mattina è stato lo Zew, l'indicatore economico della fiducia ("sentiment") per la Germania, che nel mese di gennaio è sceso a -41,6 da -37,2 del mese precedente e contro la media storica di 31 punti. "Il principale rischio per lo sviluppo dell'economia tedesca - si legge nella nota stampa diramata dallo stesso Zew, istituto che elabora appunto l'omonimo indice - è il pericolo di una recessione negli Stati Uniti dopo la crisi dei mercati. Insieme con l'euro forte potrebbe infatti minacciare le esportazioni. Le speranze per uno sviluppo economico della Germania sono legate ai consumi privati, sostenuti dalla ripresa del mercato del lavoro. Tuttavia, l'aumento dei prezzi dei prodotti per la vita quotidiana mette pressioni sui consumi privati". "I consumi privati - afferma il presidente dello Zew, Wolfgang Franz, - giocheranno un ruolo decisivo nei prossimi mesi per lo sviluppo
economico".


Yahoo! Finance ha scritto:Germania: Zew, Maggiore Rischio Da Recessione Usa

(AGI) - Mannheim, 15 gen. - Il maggior rischio per l'economia tedesca, la prima economia di Eurolandia, e' rappresentato dal pericolo di recessione negli Stati Uniti. E' la previsione degli esperti dell'istituto tedesco Zew. Secondo l'economista Michael Schroeder, la maggior parte degli intervistati non si aspetta un taglio dei tassi di interesse nella zona euro e negli Stati Uniti. In base alle stime dell'istituto, inoltre, i consumi tedeschi dovrebbero mantenersi piatti nella prima meta' del 2008. -


Yahoo! Finance ha scritto:Germania: Rallenta Crescita, Pil 2007 +2,5% (2)

(ANSA) - ROMA, 15 GEN - A frenare la crescita è stata in particolare la spesa per consumi, che ha segnato una contrazione dello 0,3% rispetto allo scorso anno, anche a causa dell'aumento dell'Iva. Le esportazioni, rallentate dal supereuro, sono aumentate dell'8,3%, mentre le importazioni hanno segnato un incremento del 5,7%. Gli investimenti delle aziende in impianti e macchinari sono invece aumentati dell'8,4%, mentre quelli nel settore costruzioni sono cresciuti del 2%.(ANSA).


Yahoo! Finance ha scritto:Germania: Pil, Rallenta Al 2,5% Crescita Nel 2007

(AGI) - Francoforte, 15 gen. - Rallenta la crescita in Germania nel 2007. Secondo le stime preliminari diffuse dall'Ufficio federale di statistica il Pil tedesco e' cresciuto del 2,5% in termine reali nel 2007, contro il 2,9% registrato nel 2006. Il dato e' in linea con le attese degli analisti. A frenare la crescita e' stato il calo della spesa per i consumi. –
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LE BORSE INTANTO CROLLANO

Messaggioda alessandro.cavotta » mer 16 gen 2008 12:34

Le borse dato la situazione economica futura non rosea possono solo scendere

Yahoo! Finance ha scritto:Borsa: New York Negativa; Dow Jones -2,17%, Nasdaq -2,45%

(ANSA) - NEW YORK, 15 GEN - Wall Street chiude la seduta in territorio negativo, con il Dow Jones in calo del 2,17%, a 12.501,11 punti.
Il Nasdaq cede il 2,45% (a quota 2.417,59), mentre lo Standard & Poor's 500 si attesta a 1.380,95 punti (-2,49%). (ANSA).

Yahoo! Finance ha scritto:Borsa: Forte Perdita a Londra, Chiude a -3,06%

(ANSA) - ROMA, 15 GEN - Chiusura in forte ribasso alla borsa di Londra, dove l'indice Ft100 ha perso il 3,06% a 6.025 punti.(ANSA).

Yahoo! Finance ha scritto:
Borsa: Francoforte Chiude In Forte Ribasso (-2,14%)

(ANSA) - FRANCOFORTE, 15 GEN. - Chiusura in forte ribasso oggi alla borsa di Francoforte, con l' indice Dax in calo del 2,14% a quota 7.566,38 punti.(ANSA)

Yahoo! Finance ha scritto:Borsa Milano: Chiusura In Forte Ribasso, Mibtel -2,31%

(ANSA) - MILANO, 15 GEN - Piazza Affari chiude la seduta in ribasso. Il Mibtel lascia sul campo il 2,31% a 27.551 punti e lo S&P/Mib il 2,3% a 36.682 punti.(ANSA).

Yahoo! Finance ha scritto:Martedì 15 Gennaio 2008, 18:12
Gli ordini di vendita affliggono le Borse europee

Chiusura in deciso territorio negativo per gli indici azionari europei mentre a Wall Street prosegue incessanti le vendite. A comprimere al ribasso i listini i dati macroeconomici inferiori alle attese giunti nel corso della giornata e la deludente trimestrale di Citigroup (NYSE: C - notizie) , che ha fatto sapere di avere concluso il quarto trimestre del 2007 con una perdita di 9,83 miliardi di dollari e svalutazioni di portafoglio per 18,1 miliardi prima delle tasse. Nel Vecchio continente è di questa mattina la notizia che lo Zew, l'indicatore economico della fiducia ("sentiment") per la Germania, e anticipatore dei trend in tutta Europa, nel mese di gennaio è sceso a -41,6 da -37,2 del mese precedente. Così, gli indici azionari europei hanno chiuso i battenti con forti ribassi: in Francia il Cac40 (Parigi: notizie) ha terminato con un calo del 2,83% a 5.250,82 punti, in Germania il Dax (Xetra: notizie) ha chiuso in discesa del 2,14%, a 7.566,38 punti, e in Svizzera lo Smi si è lasciato alle spalle il 2,39%, a 7.997,25 punti.

Yahoo! Finance ha scritto:Mercoledì 16 Gennaio 2008, 10:05
I timori di recessione Usa affossano le Borse asiatiche, tonfo di Hong Kong (-5,37%)

Giornata da dimenticare per tutte le Borse asiatiche, che hanno chiuso la seduta odierna con pesanti perdite. A far scivolare gli indici orientali sono i continui timori di recessione negli Stati Uniti che dopo la svalutazione annunciata ieri da Citigroup (NYSE: C - notizie) e i deludenti dati macroeconomici si sono acuiti. Tra le piazze dell'area, nessuna è riuscita è schivare l'ondata di pessimismo. A Tokyo, l'indice Nikkei (notizie) ha perso il 3,35% finendo sui minimi da ottobre 2005, mentre Shanghai ha visto un calo del 2,81%. Ma la peggiore di tutte è stata la Borsa di Hong Kong che ha chiuso gli scambi in caduta libera con un tonfo del 5,37%.
Ultima modifica di alessandro.cavotta il mer 16 gen 2008 12:49, modificato 1 volta in totale.
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I TERMOMETRI DELLA CRISI

Messaggioda alessandro.cavotta » mer 16 gen 2008 12:45

Ci sono vari termometri che possono misurare la “febbre” della crisi: importanti sono sicuramente i tassi di interesse stabiliti dalle banche centrali; e anche i tassi interbancari come Libor, Euribor, IRS e in particolare il loro spread con i tassi di riferimento delle banche centrali.

Ma come ho anche segnalato qualche mese fa secondo me i veri termometri della crisi sono sempre e solo loro: il dollaro e l’Oro.

Più il dollaro si svaluterà soprattutto rispetto all’Euro, allo Yen e allo Renminbi (la moneta cinese), più la crisi americana sarà grave: superata la soglia di 1.50 $/¤ per l’ euro si spalancherebbero le porte per arrivare anche a 1.60 e forse fino ad 1.70.

Analogamente più l’Oro, il bene rifugio per eccellenza (e non il mattone come molti pensano), salirà più la crisi sarà seria. Solo quando l’Oro comincerà a scendere in modo consistente allora il peggio sarà passato: l’oro in questi giorni sta segnando record assoluti superando la soglia dei 900 per un’oncia, ma se la crisi sarà pesante forse entro qualche mese si potrebbe arrivare anche a 1100/1200 $.

Quindi non disperate: nonostante tutto il 2008 sarà un anno d'oro, D'ORO PURO.

Yahoo! Finance ha scritto:Oro: Chiude A Londra Sopra 900 Dollari Dopo Nuovo Record

(AGI) - Londra, 15 gen. - Il prezzo dell'oro continua a salire. A Londra il prezzo dell'oro fissato per le transazioni spot chiude tra 909,40/910,10 dollari l'oncia, dopo aver aver toccato un massimo di 913,80 dollari l'oncia. Intanto a New York i future sull'oro scendono intorno a 903 dollari, dopo essere volati al nuovo record storico di 916,10 dollari. (AGI) -

Yahoo! Finance ha scritto:Cambi: Dollaro Giu'Su Rischio Recessione,Euro Punta a Record

(ANSA) - ROMA, 15 GEN - Il dollaro affonda sotto il peso del rischio di una recessione negli Stati Uniti, con l'euro che punta a riagganciare valori record mentre lo yen schizza ai massimi dal 2005.
A mettere ulteriormente sotto pressione il biglietto verde è lo spettro di una crisi dei consumi negli Usa, che rappresentano i tre quarti del Pil, in un quadro sempre critico per il mercato immobiliare e per il settore del credito.
Le vendite al dettaglio a dicembre hanno segnato un inaspettato calo dello 0,4%, (-0,4% anche al netto della componente auto) archiviando il 2007 come il peggiore anno dal 2002. Un dato che sembrerebbe suffragare le preoccupazioni del presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, per la tenuta dell'economia statunitense, mentre l'ex numero uno della Banca centrale americana, Alan Greenspan, è tornato a puntare il dito sul pericolo "più vicino" di una caduta in recessione dell'economia a stelle e strisce. Una probabilità "del 50% e forse più alta", ha detto Greenspan in una intervista al Wall Street Journal.
Tra gli operatori trova maggiore credito la possibilità di un taglio più aggressivo da parte della Federal Reserve a fine mese. I futures sui tassi accreditano ormai al 100% l'ipotesi di un ribasso dei tassi di interesse di almeno di mezzo punto, dall'attuale 4,25% al 3,75%, mentre sono salite al 54% le probabilità di una riduzione più corposa al 3,50% che solo una settimana fa non era neanche presa in considerazione.
L'euro è così salito fino a un massimo di seduta di 1,4922 dollari, tornando in vista della quota record di 1,4967 raggiunta lo scorso 23 novembre, per poi ripiegare attorno a 1,4870 dollari (contro 1,4869 degli ultimi scambi di ieri a New York). Lo yen si è spinto a 106,8 per dollaro (da 108,1 di ieri),il livello più alto da giugno 2005. Rispetto all'euro la divisa giapponese ha raggiunto i massimi da due mesi a 158,7 (da 160,8).(ANSA).
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Messaggioda alessandro.cavotta » mer 09 apr 2008 1:39

In queste settimane ormai tutti, dagli economisti, ai politici, ai banchieri hanno cominciano ad ammettere che la crisi è grave. Tanto per cambiare, basta citare Greenspan (cioè chi ha contribuito enormemente a crearla), secondo cui si tratta della crisi "più grave dal dopoguerra", intendendo dire in verità dal '29 visto che gli Usa si sono ripresi solo grazie all'entrata in guerra e non tanto per il "new deal" degli anni 30': ma questi sono dettagli, le tendopoli (tent cities) che vedrete no.

Questi sono alcuni effetti dello scoppio della houses bubble:

Southern California Shanty Town / Tent City http://www.youtube.com/watch?v=jmeHiFZU ... re=related

Subprime -The 'new' homeless in the US http://www.youtube.com/watch?v=eBIJH6-- ... re=related

"Tent City", Los Angeles http://www.youtube.com/watch?v=xGfHyOg4 ... re=related

Inside the US subprime crisis 01 April 2008 http://www.youtube.com/watch?v=Cxzi66rPpO8

Bear Stearns bailout http://www.youtube.com/watch?v=KuB7XfQksns

Stock Market and Monetary System on the verge of collapse http://www.youtube.com/watch?v=nWyygiyP ... re=related

US Heading into Recession, Possibly Depression http://www.youtube.com/watch?v=L_mVkODm ... re=related

Bernanke Warns of Possible Recession http://www.youtube.com/watch?v=A0wWFwDZFro
Ultima modifica di alessandro.cavotta il mer 09 apr 2008 2:06, modificato 5 volte in totale.
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Mille non più mille

Messaggioda alessandro.cavotta » mer 09 apr 2008 1:50

8 Aprile 2008 - IlSole24Ore ha scritto: Fmi: perdite di 1000 miliardi $ dalla crisi dei mutui

La crisi dei mutui ipotecari Usa, con tutte le sue implicazioni sul mercato immobiliare, sul credito al consumo e sulle società, potrebbe provocare perdite potenziali fino a 945 miliardi di dollari, quasi mille miliardi. E' l'astronomico bilancio dei danni che il Fondo Monetario Internazionale stima quale ricaduta per il settore della finanza a seguito della crisi innescata dai mutui subprime.

Un dato freschissimo, visto che si tratta delle «perdite potenziali» stimate in base all'andamento dei contratti derivati a marzo 2008 e che l'Fmi compila in una specifica tabella del suo Global Financial Stability Report, pubblicato in vista dell'assemblea di primavera con la Banca Mondiale, il 12-13 aprile a Washington. Per il solo settore dei prestiti non garantiti negli Stati Uniti - epicentro della crisi - la stima dei danni potenziali è di 225 miliardi di dollari. È ovviamente la prima voce investita dal ciclone scatenato dall'ondata di insolvenze sui mutui subprime, quelli che le banche americane negli anni scorsi hanno erogato a soggetti con garanzie di solvibilità basse o nulle, e poi riversato sul mercato mediante cartolarizzazione.

Ma l'Fmi ha esteso le sue stime sui danni potenziali a vari altri titoli finanziari finiti sotto pressione con le turbolenze dei mercati. Sugli Abs (asset backed securities) i danni - sempre a marzo 2008 - ammontano a 210 miliardi di dollari; sui Cdo (collateralized debt obligations) legati agli Abs a 240 miliardi; sui Cmbs (commercial mortgage backed securities) a 210 miliardi; sui bond delle imprese ad elevati rendimenti i danni potenziali sono 30 miliardi, sui Clo (collateralized loan obligation) altri 30 miliardi.

I tecnici dell'Fmi hanno elaborato queste stime basandosi su dati diffusi da Goldaman Sachs, JPMorgan, Lehman Brothers, Merrill Lynch e Markit.com.

Gli autori del Global Financial Stability Report, sostengono poi che la crisi è nata negli Usa ma si è ormai propagata tramite i rami della finanza a tutte le altre principali economie mondiali. «Gli Usa rimangono l'epicentro della crisi - si legge nel rapporto - perchè il suo mercato dei mutui subprime è stato all'origine dell'indebolimento degli standard creditizi ed è ora il primo a pagarne il prezzo. Ma anche le istituzioni finanziarie negli altri paesi ne sono state colpite a causa delle medesime condizioni eccessivamente benigne dei mercati finanziari in questi anni, e in varia misura, di un indebolimento dei sistemi di gestione del rischio e di supervisione interna». Sono particolarmente a rischio, scrivono gli autori del rapporto, i paesi industrializzati in cui i prezzi delle abitazioni hanno ormai raggiunto valori eccessivi rispetto ai fondamentali o dove i bilanci delle famiglie e delle aziende sono più tirati».

La ricetta indicata alle banche dal global financial stability report. «È cruciale che le grandi banche su cui poggia il sistema finanziario continuino ad agire rapidamente per risanare i loro bilanci, raccogliendo nuovi capitali e finanziamenti a breve, anche se costa di più farlo ora, per ricreare fiducia ed evitare di danneggiare oltre il canale del credito». È questa la ricetta indicata alle banche dal global financial stability report. «Nuovi capitali sono già giunti da vari investitori, specie dai fondi sovrani - prosegue il rapporto - ma serviranno altre infusioni di equity per ricapitalizzare le istituzioni». Gli esperti del Fondo offrono numerose raccomandazioni agli istituti bancari coinvolti nella crisi. Nell'immediato, le banche devono aumentare i loro livelli di «disclosure» soprattutto «nel caso di strumenti finanziaristrutturati molto complessi». Il rapporto suggerisce inoltre di cambiare la struttura di compensi dei manager delle banche tradizionali in modo da indurli a prendere decisioni che migliorano la sostenibilità dell'azienda nel lungo periodo evitando la tentazione di correre rischi eccessivi.

Quanto alle Banche centrali «devono cercare di ottenere continuo accesso alle informazioni dei singoli istituti in modo da poter giudicare indipendentemente lo stato di salute delle controparti potenziali». Le banche centrali e le altre autorità di vigilanza - prosegue il rapporto - «potrebbero beneficiare da rapporti più stretti e da una migliore condivisione delle informazioni in modo da poter prevedere meglio possibili problemi di liquidità e di solvibilità».

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